Il culo di Merola

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(ANSA – ARRIGO SACCHI) Virginio Merola esulta dopo aver scoperto l’iniziale del proprio nome

Una ventina d’anni fa Gene Gnocchi eternò per il Corriere, il culo di Sacchi.

Parlava di Arrigo, il c.t.,dei Mondiali americani, dei colpi fortunati che ci condussero fino al rigore sparato alle stelle da Baggio. Non sapeva che sarebbe arrivato qualcuno molto più Gastone di lui. Uno che non sa cosa fare con lo stadio, ma arriva Tacopina e glielo trasforma in Wembley (con Londra intorno). Uno che non ha idea di come rilanciare la città, e arriva Farinetti che gli costruisce Fico rimettendola al centro dell’economia agroalimentare mondiale. Uno che chiude Strada Maggiore per il Crealis, cioè un progetto del tutto inutile, costosissimo, impopolare, e si ritrova con un’isola pedonale apprezzata da tutti. La domanda sorge spontanea: meglio un sindaco bravo o un sindaco baciato dalla buona sorte?

Prima di rispondere, scrutiamo il futuro insieme.

Dicembre 2014 In cura a Porretta per colpa di una fastidiosa sinusite, Virginio Merola si mette a chiacchierare con un paziente anglofono dal buffo parrucchino, che si lamenta di aver speso 2000 euro di taxi dall’aeroporto di Bologna fino al centro termale. Gli risponde che purtroppo si doveva fare il people mover ma poi… Quello prova a tradurre “people mover” e chiede se è un tizio che sposta la gente a manate. Merola gli risponde che no, è un trenino. Allora il signore si qualifica: “Sono Bill Gates, se lo chiamate trenino ve lo finanzio io. Però mi raccomando: per muoverlo usate solo computer Apple, quelli con Windows si piantano sempre”.

Marzo 2015 Merola esegue alcuni lavoretti in casa, tra cui lo scavo di un pozzetto artesiano per alimentare l’acqua dei gerani. Al secondo colpo di pala, una fontana nera invade l’appartamento. E’ petrolio purissimo. Nel giro di due anni Bologna diventa più ricca di Kuwait City e nel 2016 Marconi acquista Etihad: c’è voluto un anno perché la valigia col contratto era andata smarrita.

Maggio 2015 Da sempre appassionato di heavy metal, il sindaco si reca come ogni anno al concerto degli Ac/Dc in Texas. Per colmo di fortuna, li incontra mentre mangiano una Rustichella all’Autogrill Dallas Est. Richiesto di descrivere le bellezze della città, elogia con fierezza il portico di San Luca e i suoi 666 archi. Al numero satanico – 666 – gli Ac/Dc si offrono di pagare personalmente i lavori di ristrutturazione, includendo anche il soppalco dei cappelli del cardinal Caffarra. Il restauro è completato in sei mesi, compreso lo spettacolare affresco che adorna l’ultima cappella: il trittico di Ozzy Osbourne.

Ottobre 2015 Avendo appreso che la Philips Morris ha aperto uno stabilimento vicino alla città, Merola la confonde con la Mini Morris e si reca in loco per acquistare una vetturetta con cui scorrazzare nel centro storico. E’ un sabato, il giorno in cui finalmente esordisce la geniale idea di far passare un autobus elettrico nella T pedonale. Appena entrato nella T il bus (un Civis malamente camuffato) si pianta. La folla pensa immediatamente a un’ardita installazione artistica anche perché Le Cirque du soleil, che vive in città da mesi dopo aver tentato inutilmente di uscire dai viali usando la segnaletica, improvvisa una coreografia balletto che nel giro di due ore trasforma Bologna nella capitale mondiale della cultura pop. Purtroppo la folla festante distrugge nell’entusiasmo il buridone su ruote di Beppe Maniglia che, indignato, si trasferisce a Firenze. Che sfiga.

Maggio 2016 Il Movimento Cinque Stelle candida sindaco Bugani. Merola non viene rieletto. Diventa direttamente imperatore della galassia, Papa e Miss Italia.

Uscito sul Corriere di Bologna

5 pensieri su “Il culo di Merola

    • Luca Bottura

      ciao andrea, nessuna offesa. michele è più bravo anche a scrivere sui muri, rispetto a me. questo è un gioco per bolognesi dai quali ho avuto riscontri gradevoli. poi naturalmente la tua opinione va benissimo. alla prossima

  1. mark

    io, bolognese ed elettore pd più o meno pentito, mi sono divertito. Quasi fra le lacrime. Perchè nella prima parte, quella vera, descrivi la triste realtà di un sindaco che il pd si è dovuto cercare chissàddove, per trovarne uno che non avesse scheletri nell’armadio. E che in mezzo al suo “non tocco niente sia mai che faccio arrabbiare qualcuno”, il buon Merola si è trovato servito tutto ciò che racconti, e su di un piatto d’oro. Perché altri venuti da lontano (ma non lui) credono nella sua e nostra Bologna. Perchè altri sono venuti da fuori a ricordarci quanto sia importante valorizzare la nostra storia, la nostra cultura, le nostre tradizioni.

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