Prossima fermata Arcore

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Ho molti amici renziani, alcuni della prima ora, altri dell’ora media, altri del genere “non possiamo non dirci renziani” che il funambolico Fulvio Abbate preconizza nel suo nuovo libro (fake). Normalmente mi spiegano che Renzi entrerà nelle casematte del Pd e le distruggerà (infatti ha costruito la segreteria col Cencelli), che entrerà nel sindacato e lo distruggerà (infatti pare alle viste un asse con quel sant’uomo di Landini) e che scardinerà il berlusconismo proprio perché non nasce antiberlusconiano (e il primo passo, pare, è far cadere questo pessimo governo avanzando sacrosante petizioni di principio, tipo le unioni civili, ma a scopo meramente tattico). E’ tutto verissimo, inconfutabile, anch’io tra l’altro sono renziano da almeno dodici secondi. E da renzianissimo quale ormai mi sento* volevo dire che riunire il suo Pd per la prima volta a casa sua – Firenze – nel proprio comitato elettorale, sotto un’enorme scritta col proprio nome, rischia di confermare nei cacadubbi come me il sospetto che Renzi possa esautorare Berlusconi perché berlusconiano dentro lo è davvero. Infatti ritenne ovvio andare in visita ad Arcore, e non a palazzo Chigi, per discutere di Firenze, senza accorgersi che col suo gesto stava legittimando una satrapia personalistica che svuota le sedi della democrazia. Normale, poi, se uno così si porta il partito a casetta e lo riunisce sotto una statua equestre che lo raffigura. Si chiama sudditanza culturale. 

* sto a scherza’.