Perché sono contro la Tav

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Pensavo questo, no?

Pensavo che nonostante il mio pane venga dalla satira, che è per forza di cose estrema, faziosa, talvolta aggressiva, gli ultrà – con qualche amichevole eccezione – mi stanno abbastanza sui coglioni.

Quelli del Bologna, tendenza fascionostalgica, mi hanno omaggiato di una scritta minacciosa davanti allo stadio. E mio figlio è molto orgoglioso: certi nemici, molto onore.

Gli juventini scassano spesso la minchia, ma smettono appena scrivi una cazzata sul Milan. Allora rompono quelli del Milan. Finché non ne fai una sull’Inter. Allora… no, gli interisti no. Sono un po’ il Pd del calcio: incassano tutto, sono abituati alla sofferenza.

I grillini, poi. I grillini si arrabbiano perché il verbo è intangibile. Sempre meno, in verità. Adesso le loro ragioni hanno smesso di urlarle, in molti, persino sui Social. Ma continueranno a votare Peppe, magari vantandosi un po’ meno, trollando un po’ meno. Perché da Silvio, a Benito, a Giulio, a Gianroberto, l’italiano certe passioni se le tiene un ventennio almeno.

E poi ci sono i No Tav.

Che poi io mica sono a favore della Tav, specie quella verso Lione. Ma penso che nella frase “Tav in Italia” la parola sbagliata non sia “Tav”, sia “Italia”. Se non fosse per gli appalti a cazzo, con Don Ciccio già pronto a intercettare la commessa. Se non fosse per le gallerie fatte costruire a chi manco lo so, ora, ma temo di scoprirlo tra vent’anni in un’inchiesta. Se non fosse perché è un’idea di Silvio e che l’appoggia molta gente indifendibile, se non fosse per mille altri motivi ambientali che mi spingono al no, direi: cazzo, è un treno.

Cioè, io non capisco niente, forse mi sbaglio, i giornali non li leggo tanto, ma mi pare che in Val Susa siano state da poco raddoppiate in ampiezza le gallerie autostradali. Ergo passeranno più Tir, dunque più merda. Come da sempre e per sempre. E non ricordo rivolte, per le autostrade più larghe.

Che poi manco è più Tav, no? E diventato un treno ad alta capacità. Cioè servirebbe alle merci. Ma fior di studi dimostrano che le merci non ci sono, non c’è la richiesta, che il corridoio è stato dismesso perché la Francia, la Slovenia, un po’ tutti, hanno mollato il colpo. E se non fosse per tutte le granitiche controindicazioni di prima, che ribadisco, che sposo, che difenderei fino alla morte, direi: ovvio che non c’è la domanda. E’ come non costruire una ciclabile perché tanto la gente non va in bici. Certo che non ci va: non ci sono le ciclabili. Questo direi, se non ci fossero Silvio, Lunardi, Fassino, Don Ciccio e compagnia cantante.

Però poi no, forse non lo direi. Perché ne so poco, davvero. Ma soprattutto perché sostanzialmente sono un pavido, un pigro. E a me di farmi fracassare i coglioni come è successo oggi, perché ho scritto che è un po’ comodo fare i No Tav da un teatro, o dalle colonne di un giornale, magari spiegando che i reati sono giusti perché si oppongono ad altri reati, ecco, mica mi va.

Non mi va perché non mi appassiona la slabbrata e vetusta teoria dei cattivi maestri, anche se, è evidente, sul treno della contestazione è salita gente che farebbe fatica a trovare la Val di Susa, senza Google Maps. Ma ha altre (e legittime, figurarsi) aspirazioni.

Non mi va, anche se certa retorica intellettuale è proprio quella dei favolosi Seventies.

Non mi va, anche perché in questo curioso Paese, quella retorica (vogliamo chiamarla di estrema sinistra?), trova oggi la sua migliore interprete in Daniela Santanché, che l’altro giorno ha finalmente ammesso ciò che il Pdl – il più eversivo dei partiti – lasciava intendere da tempo. Cioè che c’è un bene superiore, nel suo caso il culo di Berlusconi, per cui il codice penale non esiste più. Ed è inutile aspettare il corso della magistratura per stabilire quali e quanti sono i reati, persino se a guidarla è quella risorsa dello Stato, cioè di tutti noi, di Giancarlo Caselli, che anche lui si prende dell’infame sui muri da quelli che osa indagare. Infame, lo stesso aggettivo di cui lo onoravano i mafiosi.

In attesa del prossimo Carlo Giuliani, e del prossimo Placanica. E qualcuno che vuole entrambi c’è sicuramente su tutti i fronti. Chissà che bello spettacolo teatrale, che bel libro ci verrebbe. Quanti bei talk show. Quante copie di Libero e il Giornale in più. E anche di là, anche di là.

Non mi va perché poi mi toccherebbe ricordare che la Tav l’hanno già fatta tra Bologna e Firenze, sventrando lo sventrabile, prosciugando fiumi, lasciando paesi senz’acqua, per guadagnare una fottuta manciata di minuti. Ma quando lo fai presente, chessò, ai fan di Casaleggio, beccato mentre va da Peppe a parlare contro la Tav sfrecciando a 300 all’ora in galleria, poi ti spiegano che no, quella è un’altra storia, mica è la stessa Tav, perché non vieni in Valle…

Ecco, no. Pensavo di non andare in Valle. Pensavo di continuare a ritenere, con la mia testolina bacata, che quella Tav lì sia sbagliata e inutile per i fattori di cui sopra, tutti sacrosanti, tutti giusti, tutti intangibili. E che quei motivi, ampiamente rappresentati in parlamento, potevano già essere un disegno di legge, perché c’è un partito col 25 per cento che aveva tutti gli strumenti per agire.

Invece stanno a campeggiare sui tetti, cazzo, invece di essere al governo. Per difendere la democrazia, loro, in un partito che paga la Siae a Kim Jong Un.

Pensavo a tutte queste cose, con pacatezza, rispetto, quasi affetto per la battaglia contro quel treno (perché è un treno, cazzo) nonostante, come ho già detto, e giuro che era una battuta, a ogni gigantesca scritta sui muri, spesso scelti tra le case più povere, come se le abitazioni popolari non avessero diritto a un po’ di bello e a un po’ di decoro, mi verrebbe da andare ad aggiungere personalmente una traversina.

Perché in verità no: io sono profondamente, fieramente, immarcescibilmente contro la Tav in Val di Susa (e sul Garda, e ovunque ci sia qualcuno che ha un motivo fondato per non volerla, così come era sacrosanto non volere i viadotti dell’A1 negli anni ’60) ma fatico a condividere questa battaglia con chi usa i propri megafoni culturali per opporre l’illegalità bohemienne all’illegalità dei poteri forti.

Lo Stato si cambia, non si abbatte.

Buona No Tav a tutti.

4 pensieri su “Perché sono contro la Tav

  1. maurizio

    NON sarò breve! Eh sì, perchè sono piemontese…non che l’essere piemontese mi renda automaticamente prolisso ma il tema TAV mi fa diventare prolisso. Chiariamo: sono di parte, ma lo dico subito…e sono di parte per tanti motivi!

    Il primo è che lavoro come tecnico nel campo delle infrastrutture da ormai più di vent’anni e ho lavorato anche sui progetti di alcune TAV…quindi sono di parte…però per contro conosco il mondo di cui si parla, dal punto di vista tecnico…nel bene e nel male. Le gallerie le ho viste, prima disegnate su carta e poi bucate nelle montagne per farci passare auto, treni o acqua o sotto le città per farci passare le metropolitane. Quindi sono di parte …. beh…non solo perchè con sta roba ci mangio ma anche, e spero soprattutto, perchè non credo che sia inutile come viene dipinta.

    Il secondo è che ho degli amici NO TAV, qualcuno anche molto molto molto convinto…non di quelli che fanno casino senza senso ma di quelli che ci credono e si sbattono a non finire per difendere un’idea (che rispetto anche se non condivido….e spero che possano continuare a lottare anche se non condivido le motivazioni dietro questa lotta). In passato, all’università, facemmo assieme alcune lotte ed avemmo anche qualche successo. Non è che avessimo le stesse idee su tutto e infatti ora su questo la pensiamo diversamente…quando ci si vede, purtroppo non così di frequente perchè il tempo passa e io ho pure cambiato città, se ne parla ovviamente e, ovviamente, ognuno resta con la sua idea…quasi fosse una religione (o una fede calcistica…). Per certi versi si va più d’accordo sul PD…che è tutto dire! Ma quanto mi mancano le tue battute sul PD la mattina quando vivo il lutto per Lateral!!!…tornando a noi… quindi sono di parte…ma non perchè il mio amico mi sia antipatico (anzi ci sono veramente molto affezionato) ma perchè nonostante le discussioni con lui, che stimo molto, e che ci ha dedicato tempo all’argomento informandosi (anche in maniera maniacale….credo conosca a memoria praticamente qualsiasi documento pubblico sul tema) le motivazioni che vengono sostenute non mi convincono per nulla.

    Il terzo…beh…il terzo è che pure a me Silvietto non è mai stato simpatico e quindi, per molti, versi mi viene da pensare che qualsiasi cosa abbia toccato lui o ci sia anche solo avvicinato è sbagliata. Però, col tempo, ho imparato a pensare che non è detto che se uno è della juve deve essere per forza cattivo e ladro…ho conosciuto juventini simpatici (qui sto cercando di rubarti il lavoro facendo il simpatico!). Quindi…in realtà questo punto non ci stà granchè sull’essere di parte…però è bello mettere tre motivi e credo sia importante evitare di dire di no a una cosa solo perchè l’ha detta Silvio…a parte che la storiella del TAV nasce ben prima del Silvio presidente e della sua legge obiettivo. Conoscerai la storiella di quello che si è tagliato il pisello per fare dispetto alla moglie 😉

    E ora provo a dire perchè non sono NO TAV…provo a farlo per punti, con poca sintesi:

    0) so che il tema di cui si spesso si parla sono le previsioni di traffico che sono state disattese negli ultimi 20-30 anni, vorrei affrancarmi da questo tema perchè ritengo non sia il punto fondamentale. Chiedo scusa per la fuga dal tema

    1) la linea attuale è stata pensata oltre 150 anni fa…forse nel frattempo qualcosa è cambiato. E’ vero che è stata ammodernata (nessuno lo nega) ma la concezione è quella di metà ottocento sia in termini di tracciato sia in termini di sicurezza, sicurezza intesa non solo come sicurezza dei passeggeri in caso di incidente ma anche per la sicurezza dei lavoratori che ci fanno manutenzione tutti i giorni (in ogni caso i tunnel moderni hanno, come credo sia facile immaginare, standard di sicurezza sensibilmente più elevati). Quali si immagina potessero essere i criteri di sicurezza passiva su cui si è basata la costruzione dell’attuale tunnel (realizzato all’epoca di Cavour, non dimentichiamolo)?

    2) la linea attuale, come altre linee di montagna nel nostro Paese, consente la movimentazione di convogli di lunghezza massima intorno ai 350 m (detto così so che sembrano tanti!!!): questo limite è dovuto fondamentalmente alla pendenza dei tracciati ferroviari…ai tempi di Cavour era accettabile un tracciato con una pendenza del 2-3% mentre ora le pendenze dei tracciati ferroviari sono generalmente dello 0.2-0.3% con qualche tratto all’1% (come accade con la Torino-Lione in progetto). A livello internazionale gli standard stanno evolvendo verso convogli da 750 m (che ovviamente non sarebbero mai in grado di valicare l’attuale Frejus), leggo in un documento reperibile in rete: “Attuare un importante piano di adeguamento delle infrastrutture ferroviarie e dei terminal agli standard europei per far circolare treni da 750 m”…volete sapere la fonte? Non è RFI ma Legambiente Emilia-Romagna nel suo documento “Portare le merci in treno” (http://www.legambiente.emiliaromagna.it/wp-content/uploads/2016/03/Portare-le-merci-in-treno_dossier-Legambiente.pdf)

    3) anche qui ci vanno tre punti…come sopra. I problemi ambientali e i problemi legati alla potenziale corruzione ci sono, ma non ci sono solo per questa attività (invito alla lettura di questo http://www.repubblica.it/solidarieta/emergenza/2013/07/19/news/il_costo_del_coltan-63325505/)….con questo non voglio dire che visto che ci sono altri problemi freghiamocene di questi. Le soluzioni tecniche per risolvere una quantità di problematiche ci sono, e ci sono già adesso…sicuramente la perfezione non esiste (comunque sono un tecnico e queste cose le vivo, li vedo i cantieri polverosi e/o altre problematiche). Nella mia testimonianza di vent’anni posso dire che le cose sono cambiate (in meglio) ma non sono perfette…in questo va un grazie al movimento NO TAV ed ai movimenti gemelli ormai molto diffusi: il grazie non è ironico ma sincero. Anche se mi occupo di infrastrutture non vuol dire che ami devastare l’ambiente, amo la montagna e amo vedere il mio territorio al meglio…il grazie è sincero perchè la pressione esterna è salutare per un sistema che non è mai stato molto sensibile alle tematiche ambientali. Non per giustificarmi ma non è l’unico sistema che non è sensibile alle tematiche ambientali….provate a informarvi su come è stato fatto lo smartphone su cui, forse, state ancora leggendo ciò che scrivo;)

    Se qualcuno è stato così pazzo da leggere tutto quanto…o forse non pazzo ma sfortunato perchè non aveva di meglio da fare che leggermi….grazie!

    ah … e il piddì!!!

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