Riforma della Giustizia: se non ora, dopo

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voi siete quiDa Craxi in poi – Prodi escluso – tutti i governi dagli anni ’80 a oggi hanno reagito al drammatico deficit di legalità in cui versiamo cercando di fermare i giudici.

E’ come voler debellare l’Aids chiudendo gli ospedali. O impedendo ai medici di cercare la cura.

Rimanendo in metafora: certo, ci sono ospedali che fanno schifo. Inefficienti. Corrotti. Abitati da personale sfaccendato o in malafede.

Ma dite la verità: ne affidereste la riforma a uno che sta in società con Poggiolini?

Perché siamo a questo: a voler rimettere la Magistratura al proprio posto sono un partito sfigurato dalle inchieste e un governo sostenuto da un tizio rinviato a giudizio per sei volte in due anni. Che, quindi, non hanno la credibilità per farlo. Non per ragioni giudiziarie, ma per un motivo che l’italiano medio – cioè un politico che, ahilui, non è stato ancora eletto – ha velocemente perso per strada proprio da Craxi in poi: il senso di opportunità.

Qualche amico mi ha fatto notare che sono argomenti grillini. Non lo sono, per un solo motivo: i grillini – Livorno insegna – hanno scoperto il distinguo sugli avvisi di garanzia appena hanno toccato loro. Di Maio diceva che per chi sta in politica la presunzione d’innocenza non esiste: se ne deve andare appena indagato. Ora no. Ora si valuta caso per caso.

Non a caso l’onestà fa rima con Rodotà: va bene e ne scandiamo il nome finché non ne chiedono conto a noi. Poi però… Poi però la gente somiglia ai politici. E viceversa. E serve un rivolgimento molto più profondo che delegare la propria voglia di rivoluzione ai testimoni di Ge(n)ova del vaffanculo. Servono un cambio culturale e una classe dirigente decente.

In sintesi: esistono magistrati ladri, giudici incapaci, toghe velleitarie. Ma per riformarle, e ce n’è bisogno, chi sta al governo dovrebbe farsi carico della legalità (se possibile con qualche provvedimento concreto per esempio sull’evasione fiscale) e usare il consenso per dare al Paese l’unico messaggio rivoluzionario possibile: me ne batto i coglioni se anche i ladri vanno alle urne, io voglio i voti degli onesti. E di chi si è adeguato all’andazzo per comodità, come ci adeguammo al fascismo per pigrizia. E dunque potrebbe essere recuperato facilmente. Dimostrandogli che essere perbene conviene anche a lui.

Certo: è che vero i magistrati fanno politica. Davigo, che ai tempi di Mani Pulite passava per l’ala conservatrice del pool, oggi ha detto una cosa politicissima: “Cacciateli voi i ladri, fatelo prima che arrivino i giudici. Pagheranno degli ex, la classe politica ne trarrà giovamento”.

Il problema è che la politica rappresenta il Paese. E anche la magistratura giacobina e inefficiente, quando c’è, rappresenta il Paese. Quindi forse è il Paese che si dovrebbe cambiare. Intanto però il patrimonio di voti viene sfruttato, da tutti, persino da Grillo quando va in Sicilia a dire che la mafia è meglio dello Stato, per dare al popolo la sensazione, diretta o surrettizia, che l’Italia sia irriformabile, che prima o poi una fetta di anarchia dell’illegalità arriverà anche a loro.

Intanto, però, votateci.

Perché alla fine l’unica tutela trasversale, quella per cui si sbattono vecchia e nuova politica, è quella del consenso. La vera malattia dello strano posto in cui viviamo. Insieme all’italianità.

Per la quale nessun ospedale ha ancora trovato il vaccino.

Un pensiero su “Riforma della Giustizia: se non ora, dopo

  1. miki di brescia

    Caro Luca leggendo il tuo 4° capoverso mi hai commosso. E ti ringrazio.

    Non voglio passare per blasfemo, ma ,allorche’ si tende a beatificare i Giudici, qualcuno dovrebbe anche fare memoria di quei Giudici- Presidenti di Corte che negli ’90, ingrossavano le file della P2 ( se vuoi faccio i nomi tu eri giovane ) oppure di quei Giudici che si fecero corrompere dal “corruttore Principe” in questo Paese, che assurse poi al soglio di Premier.(eri ancora giovane ma te li posso ricordare)
    La ragione non sta sempre e solo da una parte.
    E Matteo sta provando a cambiare questo e vedi che caspita di Uragano di insulti deve sopportare.
    P.S. il Bulegna ,la squadra che tremare il mondo fa,risorgera’

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