Ma se invece di insultarmi mi chiedeste il voto?

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Italia Viva si intesta la battaglia sulle tasse per uscire dal ...La Bestiolina renziana ha in comune con quella originaria il fatto che paghiamo noi, con un posto al ministero, il suo ideatore. Ma funziona molto peggio. Se quella di Salvini ha contribuito in modo determinante al successo leghista, quella vivaista compatta i pochi adepti contro i presunti nemici ma non porta un voto. In modo acritico, controproducente, totalmente applicato alla difesa infantile del leader.

Per dire: io voterò no al referendum, come i vivaisti. Trovo futili le polemiche contro la casta perché la scelgono gli elettori, come loro. Sto sul cazzo a Travaglio, come loro. Sono europeista e faccio finta di credere che lo siano pure loro, anche se ai tempi del Governo Renzi le parole d’ordine sull’Ue erano vicine a quelle leghiste: “Cambiamola”, “devono ascoltarci”, “battiamo i pugni sul tavolo”, eccetera. Ho criticato o perculato sia i pentastellati, in ogni salsa, che i populisti e/o sovranisti, di ogni ordine e grado. Ed è per questo che talvolta la retorica vivaista, simil grillina, mi spaventa. Anzi: mi spaventerebbe, non fosse che stanno al due per cento.

Possiedo inoltre un’età, una fortunata dichiarazione dei redditi, un retroterra culturale, una moderazione vetero-comunista (italiano) o neo-prodiana, per cui un eventuale partito di centrosinistra inclusivo, dopo che il Pd è stato raso al suolo non ricordo da chi, e ora traccheggia alla ricerca di un’identità che i suoi elettori per fortuna ancora possiedono, potrebbe essere la mia tazza di tè.

Traduco: invece di passare il tempo a coordinare gli hater, ogni volta su un miliardo che mi occupo di voi, dovreste chiedermi il voto.

Invece no.

Invece la torre d’avorio (lo sgabello, va’) in cui avete rintanato voi e i vostri elettori, prevede la ricerca del nemico anziché quella del consenso. Solo che unire gli italiani contro i migranti è un filo più facile che andare a rompere i coglioni sotto i tweet di persone peraltro politicamente diversissime come i Bottura, le Geloni, gli Infelise, i Robecchi. Nessuno candidato al Nobel, tra l’altro. E manco al Pulitzer.

Per cui, con l’affetto che si deve al cugino cinquantenne a cui vuoi bene anche se si è comprato il Suv da sei metri, mi permetto un modesto consiglio: fate politica. Ma vera, non le alchimie di palazzo per cui fate nascere (meritoriamente, evviva) governi sui quali spalare letame ogni dodici secondi per questioni di piccolo cabotaggio poltronaro. Se siete irrilevanti, infinitesimali, aghetti della bilancia che in caso di elezioni dovrebbero aprirsi un chiringuito a Rignano, è solo perché dall’energia artefatta ma efficace della Leopolda sono passate ere geologiche.

L’unico collante al momento sembra un machiavellismo al lampredotto tenuto insieme col Vinavil del potere. Finché c’è. E se per voi dirigenti non cambia nulla, perché ci sarà sempre uno yacht sul quale fare un selfie, una foto in copertina, una conferenza strapagata da un Paese dittatoriale a caso, l’influsso nefasto che avete sulle persone, su quelli che alla Bestiolina credono, e sulle possibilità di una forza moderata decente cui ancorare un minimo di modernità, avvelenerà i pochi pozzi puliti rimasti.

Dovessi sintetizzare, e vale anche per il resto della combriccola in Azione, direi: moderati, moderatevi.

Magari prendete pure qualche voto in più.

Un caro saluto.

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