E quindi la smentita di Beppe Grillo sulle mammografie smentiva una dichiarazione vera

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Dopo l’autoproclamata marcia Perugia-Assisi, e dopo che i giornali e le agenzie gli avevano attribuito dichiarazioni di cui non c’era esaustiva prova video, Beppe Grillo ha postato un messaggio per dare addosso ai soliti cronisti che si erano inventati tutto.

Ha così innescato alcuni debunking ideologici, alcuni errori di valutazione da parte di testate solitamente autorevoli, ha fatto aprire una curva sud saltellante sulle balle di chi – come me – si fidava di giornalisti capaci e onesti come Annalisa Cuzzocrea di Repubblica.

Ecco, una settimana dopo Il Post ha trovato quelle parole e l’unica discrasia è che le donne, oltre a essere una categoria inferiore che si informa sul cancro leggendo Donna Letizia, leggono anche Grazia.

Grazia, Graziella e Grazie a Peppe.

Che ha detto di non aver mai detto quello che aveva detto. Che ha smentito frasi pronunciate per davvero sperando che non ci fosse prova video. Che ha sparato sui giornali puntando sui fan che se la sarebbero bevuta per diritto divino.

Il che è positivo: quando governerà, grazie all’Italicum, almeno non ci farà rimpiangere Silvio e Matteo.

6 pensieri su “E quindi la smentita di Beppe Grillo sulle mammografie smentiva una dichiarazione vera

  1. Nicola

    Ma avete ascoltato il video del Post? Grillo non dice affatto di non fare la mammografia. Sembra invece voler dire che le donne che si fanno la mammografia possono sentirsi erroneamente sicure dato che solo 2 su mille si salvano grazie a questo esame.
    Ma perché vi fate prendere in giro in questo modo? E ricordatevi che il Post vive grazie al traffico che gli passa Repubblica.

    • Luca Bottura

      ciao nicola, io vi adoro. davvero. (ah, immagino che tu confonda il post con l’huffington post, la cui versione italiana è in coproduzione con repubblica: sono due testate diverse) un abbraccione

    • “Ma perché vi fate prendere in giro in questo modo?” carina detta così, sembra autobiografica …

      PS: il Post non è quel Post di cui parli tu, e sì, se devo scegliere credo più a loro che a qualcuno che oggi dice A e domani non-A con la stessa serenità e pretende anche di dirti che gli altri sono visionari e si inventano le cose.

      PPS: i video, tutti quelli messi in giro da interessati e non, li ho ascoltati e sì, Grillo lascia intendere e dice esattamente quello che gli viene imputato abbia detto (e non “Sembra invece voler dire” qualcos’altro).

      Mi spiace per te, a questo giro è andata così.

  2. NIcola C

    caro luca, permettimi di esprimere il mio modesto parere sulla vicenda ampiamente analizzata delle mammografie di grillo. Innanzitutto a me sembra che a voler essere obiettivi fino alla pubblicazione del video trovato dal Il Post si era nel campo delle opinioni personali, sulla fiducia che ciascuno aveva legittimamente deciso di accordare all’uno o all’altro. I “grillini” si fidavano delle parole del capo mentre tu delle parole di alcuni giornalisti. A margine di questo, ognuno partendo dal suo atto di fede viveva le opinione altrui come una rumba sugli zebedei, come spesso dici tu. Il video e’ uscito fuori e siamo tutti contenti, la vicenda si e’ chiarita e tu puoi tranquillamente scrivere che avevi ragione e che i giornalisti di cui ti fidavi tu erano affidabili pappappaperu pappappaperu… Io pero’, visto che non credo che ti interessi svolgere la funzione di dispensatore di patenti di affidabilita’ direi che dal fatto specifico si possano trarre delle considerazioni diverse. La prima per grillo & co. Se dici una cosa ignobile, cosa che peraltro fa spesso, prima o poi ti si sgama. La seconda per i giornalisti. Quando si da la patente di ignobile a qualcuno e’ meglio avere le prove prima e non aspettare il video dell’ultimo momento. Terza per me in primis, quando si discute sulle base delle proprie opinioni, che ci facciano piacere o no e fino a quando la discussione rimane civile sarebbe bello se non vivessimo quelle altrui come un martellamento sulle balle.

    • Luca Bottura

      ciao nicola, grazie per il contributo. non sono d’accordo con te. io non avevo ragione perché non sbaglio mai – sbaglio spessissimo – ma perché era impossibile che quattro agenzie nazionali avessero inventato quelle dichiarazioni. il mio punto, che ribadisco, è che possono esistere cose vere anche se non supportate da una prova web perché l’affidabilità dell’intermediazione giornalistica fa sì che lo siano. nel mondo grillino, invece, la cuzzocrea e sallusti sono uguali. e questo è profondamente falso, oltreché una voluta battaglia da totalitarismo all’acqua di rose – la stessa di renzi e silvio – che punta a parlare direttamente al popolo distruggendo l’autorevolezza di ogni cronista senza fare distinzioni. quindi, è un mio parere, non stiamo parlando di mammografie ma di libertà di espressione. quanto al martellamento, ogni opinione contraria alla mia è benvenuta. la fede è un altra cosa. c’è ancora oggi gente che perde tempo a commentare quelle immagini dicendo che però veronesi… ma beppe non ha mai detto che, ma il gruppo l’espresso… eccetera. e sono immagini oggettive. ecco: quando qualcuno crede di più a un invasato che spara palle piuttosto che a giornalisti normalmente affidabilissimi o addirittura alla prova video, io mi preoccupo. ed è già successo. grazie, alla prossima

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