Quel paraculo di Warren Beatty e l’agguato a Faye Dunaway: una ricostruzione

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La scena l’avete vista, ma forse non l’avete sezionata.

La scena dell’epic fail, come dicono quelli che parlano male. Dell’Oscar assegnato per errore a “La La Land” che invece tre minuti dopo, previo e postumo psicodramma, finisce a “Moonlight”.

Va così.

Warren Beatty apre la busta sbagliata. Segue sguardo spaesato. Addirittura rovista nella busta medesima per verificare se non ci siano altri fogli. Perché sul cartoncino c’è sì il titolo di un film, ma c’è anche il nome di un’attrice, Emma Stone, che la statuetta l’ha appena ricevuta sul serio. Beatty si ferma. Sa che sta per fare la cazzata. Non vuole farla. Attimi di interminabile imbarazzo.

Faye Dunaway, al suo fianco gli dice: “Va’ avanti, va’ avanti”.

Allora quel simpatico coniglione le sposta la busta sotto gli occhi finché lei pensa che sia il momento di sollevarlo dall’inspiegabile balbuzie espressiva. E finalmente pronuncia il titolo. Errato.

Seguono, nell’ordine, giubilo, dramma, farsa.

Morale: anche stavolta, per salvare il culo a un uomo, una donna si immola e pesta il merdone in sua vece. Addirittura in Mondovisione.

Grazie a nome di noi codardi. Alla prossima.

4 pensieri su “Quel paraculo di Warren Beatty e l’agguato a Faye Dunaway: una ricostruzione

  1. Gio

    Quindi volete dirmi che nessuno ha mai pensato “Ehi, ma perchè sul foglietto non scriviamo, oltre al vincitorem anche la categoria che viene premiata? Sai, in caso di errore…”

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